E' IN EDICOLA Intervento di Routine. Manoscritti della seconda vita.
di Tatiana Covor
VENERDI' 23 APRILE 2010
ore 18.00
COMUNE di TAGGIA - Ufficio Cultura
Villa Boselli -
Arma di Taggia
GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO nell'ambito della
XXII^ SETTIMANA DELLA CULTURA
conferenza La voce della poesia attraverso i testi letterari relatore: Prof. Antonio Panizzi
Il sottotitolo del libro, Manoscritti della seconda vita, sottolinea il significato profondo di questo "resoconto" sull'operazione al cuore subita dall'autrice: resoconto drammatico ma, nello stesso tempo, ironico e autoironico. Per effetto dello intervento chirurgico, la vita della Covor si divide, ovviamente, in due periodi ben definiti: prima e dopo l'operazione. Attraverso il dolore e la sofferenza, l'autrice rinasce a una seconda vita e, proprio grazie alla malattia, risulterà più sensibile ai valori umani e consapevole dell'importanza dei valori essenziali dell'esistenza. In uno stile rapido e nervoso, ma colloquiale, preciso ed essenziale, la Covor descrive efficacemente la dimensione fisica e mentale, di semi-coscienza, del dopo operazione, e le faticose tappe del suo cammino verso la "normalità", inframezzate da momenti anche ilari, descritti con fine umorismo.Il libro è molto coinvolgente non solo in virtù dell'argomento e dello stile, ma anche per il tono mai melodrammatico, e piuttosto sapientemente ironico. Nel racconto si percepisce, inoltre, una sottile polemica verso il mondo dei cosiddetti "sani", che non riescono a comprendere i "malati" per mancanza di quella sensibilità acuita che è prerogativa di chi subisce una malattia. La filosofia che il libro trasmette è positiva, così come è testimoniato dalle intense pagine del romanzo e, soprattutto ,dalle ultime, le quali offrono l'immagine conclusiva e ben definita di una donna forte, fisicamente e moralmente, che si apre fiduciosa ad una nuova e più matura fase della sua stessa vita.
Tatiana Covor nasce a Mosca il 1° maggio del ' 52 da genitori romeni e cresce presso la nonna moldava.Operata a Parigi nel '62,segue la facoltà di lingue moderne all'Università di Bucarest per poi trasferirsi in Occidente in piena "epoca d'oro" del comunismo romeno. Vive e lavora a Roma dal 1976, ama svisceratamente l'Italia, difende a spada tratta la Romania. Operazione di routine è stato pubblicato in Romania nel 2007. Viene ora pubblicato per la prima volta in lingua italiana, tradotto dall'autrice stessa.
NEDITO DI
Luciano De Giovanni
Fra pochi giorni sarà nelle librerie "Le case vicino al torrente" romanzo del poeta Luciano De Giovanni e sua unica prova narrativa. Il volume, che si avvale di una postfazione di Stefano Verdino, è pubblicato dalla Philobiblon Edizioni di Ventimiglia. Luciano De Giovanni (1922-2001) è il poeta più rappresentativo di Sanremo. Quasi coetaneo di Italo Calvino e da lui apprezzato ebbe rapporti epistolari e di amicizia con i poeti Carlo Betocchi e Angelo Barile.
Pablo Neruda lo definì "poeta verdadero". La sua poesia trovò consacrazione nel volumetto antologico "Tentativo di cantare una nuvola" edito da Vanni Scheiwiller. Philobiblon ha pubblicato nel 2001 un cofanetto comprendente tre raccolte di poesie "Viaggio che non finisce", "Cautamente presente", "Il bosco" e una conversazione-intervista con Domenico Astengo.
"Le case vicino al torrente" è un romanzo autobiografico che racconta, con toni ora lirici ora drammatici, le vicende personali dell'autore sullo sfondo della Sanremo popolare degli anni Venti del secolo scorso fino agli anni Sessanta.
Romanzo di formazione e, al tempo stesso, romanzo corale dove, accanto alla figura dell'io narrante, si accalcano numerosi personaggi, umili o stravaganti, che danno vita a una galleria di ritratti dipinti con umana partecipazione e sapiente ironia. Nel racconto, accanto alle piccole vicissitudini quotidiane del protagonista e della moltitudine degli altri personaggi, entra, e non marginalmente, la grande Storia con il dramma della seconda Guerra mondiale, portatrice di dolore e miseria in questo piccolo mondo di provincia che diventa metafora del mondo più vasto. Lo stile di De Giovanni è asciutto, essenziale come nella migliore tradizione degli autori liguri, e non concede mai nulla al sentimentalismo bozzettistico, alla facile nostalgia e alla retorica.