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Barbara Panelli
appartiene a quella vasta e sommersa categoria di persone che
vive la possibilità di scrivere come miraggio o nella migliore
delle ipotesi, come saltuario palliativo per gli impeti dell'animo
(!!!). Ha, infatti, al suo passivo romanzi e saggi che avrebbero
incontrato un gran favore di pubblico, nonché una monumentale
e appassionante autobiografia che si sarebbe potuta leggere d'un
fiato. Anche la realizzazione di cortometraggi e alcune messe
in scena teatrali di successo avrebbero contribuito a rendere
la Panelli una delle figure più complete e sorprendenti
del panorama intellettuale contemporaneo.
Al momento, comunque, sta lavorando ad un libro fotografico su
Imperia, per il quale si varrà del prestigioso contributo
del professor Kerr, docente irlandese di fama internazionale,
che correderà il libro di un'approfondita e provocatoria
appendice storica. Inoltre una raccolta di racconti tra quelli
scritti negli ultimi venti anni (che sarà pronta per le
stampe a fine 2007) ci regalerà certamente momenti di gran
lettura.
Scherzi a
parte, scrivo da sempre e lo faccio rigorosamente senza metodo,
sgraffignando porzioni di tempo alla notte e al sonno. E non per
desiderio di notorietà ma per gratitudine. La gratitudine
di una persona che deve il proprio amore per la vita in gran parte
alla lettura. Scrivo per comunicare ciò che sento, per
quanto modesti possono essere la mia capacità letteraria
e il mio sentire.
Ho scritto, sí, un paio di libercoli, (nel secondo, a parte
gli inevitabili refusi tipografici, ho commesso un imperdonabile
errore che qualcuno avrà certamente notato e di cui umilmente
mi scuso - ma non dico quale -), qualcosa con il teatro l´ho
anche fatto e sto lavorando realmente ai due progetti di cui sopra.
Mi sono concessa del tempo per farlo. Ho pensato che se la scelta
continua ad essere lavoro precario e, di solito, in nero, non
risolvo certo il problema di una pensione che non avrò
mai, di un affitto che non saprò come pagare e via campando.
Per cui. Per cui mi offro una possibilità e non di diventare
scrittrice e magari viverci (per come funziona è un'ipotesi
remotissima), ma di non ritrovarmi al Gran Giorno con delle cose
da dire.
Leggetemi con l'indulgenza che si concede a chi osa.
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